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PALAZZO STAMPA ALOARDI O VILLA MARINO
L'attuale palazzo barocco, che ebbe un precedente nella residenza quattrocentesca di Stefano Stampa, intreccia la sua storia e lega il suo nome ad un misterioso fatto di sangue. Secondo alcune testimonianze, infatti, esso fu costruito nel 1500 dal ricco banchiere genovese Tommaso Marino che, secondo alcune testimonianze, avrebbe qui ucciso la bellissima moglie per poi fuggire. Da quel momento il palazzo assunse il nome dell'enigmatico proprietario. La villa e' composta da un corpo principale, il cui asse mediano e' segnato dal viale che la collega al Naviglio, sul quale si innesta il corpo che delimitava un lato della "corte rustica". L'impianto ad "U" e' disposto con il fronte verso la via d'acqua. Dalla campata mediana del portico, si accede all'andito che collegava la "corte civile" alla sopracitata "corte rustica". A sinistra, si trovano due vasti ambienti, destinati nel 1822 ad ospitare il torchio; a destra, due sale, una piu' grande dell'altra. Le stanze del piano terreno si affacciano sul giardio che si estendeva ad oriente della villa.
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